Se sei un professionista che opera con i gas fluorurati, conosciuti più comunemente con il nome di fgas, devi sapere che sono altamente pericolosi rispetto all’ambiente per quanto riguarda il fenomeno del surriscaldamento globale. Questi gas se vengono dispersi in ambiente contribuiscono al così detto effetto serra, quindi è fondamentale prestare molta attenzione quando vengono maneggiati durante le attività di installazione, manutenzione o recupero sulle apparecchiature che li contengono.

Infatti secondo il regolamento europeo n. 517 CE è assolutamente vietata la dispersione in ambiente degli fgas, in più secondo il DECRETO LEGISLATIVO n. 163 del 5 dicembre 2019, conosciuto anche come decreto sanzioni fgas, se rilasciassi intenzionalmente degli fgas in ambiente è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che parte da 20.000 euro e può arrivare nei casi più gravi fino a 100.000 euro.

Il «GWP» è l’acronimo di Global Warming Potential, in breve è un indicatore che esprime il potenziale di riscaldamento climatico di un fgas in relazione a quello dell’anidride carbonica, questo indice è calcolato in termini di potenziale di riscaldamento in 100 anni di un chilogrammo di un gas a effetto serra (fgas) rispetto a un chilogrammo di CO2. Ad esempio se un fgas ha un GWP di 1000, significa che, se di quest’ultimo ne venisse rilasciato un chilogrammo in ambiente, nell’arco di cento anni provocherà 1000 volte l’effetto serra di quello provocato da un solo chilo di CO2 ovvero anidride carbonica.

Ogni tipo di fgas ha uno specifico GWP, ad esempio l’R32 ha un GWP di 675 oppure l’R410A ha un GWP di 2088, quindi in base ai kg di fgas contenuti nel circuito di un’apparecchiatura è necessario calcolare le tonnellate di CO2 equivalente. L’operazione è molto semplice basta moltiplicare la quantità in kg di precarica del refrigerante dell’apparecchiatura per il GWP e dividere il tutto per mille. Questi dati sono da inserire nella comunicazione dell’intervento sulla banca dati fgas e vengono richiesti nella scheda dell’apparecchiatura e nella scheda dell’intervento.

Il tipo di fgas, il GWP e la quantità in kg di precarica di un’apparecchiatura li trovi scritti sull’etichetta che è apposta sull’unità esterna, quindi è una buona pratica fargli una foto ogni volta terminato un intervento così da avere a portata di mano tutti i dati necessari qper compilare la comunicazione dell’intervento sulla banca dati fgas.

Dal 2014 è in vigore il Reg. n.517 CE che ha sostituito il precedente Reg. 842/2006, la novità sostanziale è che il nuovo regolamento non si basa più solo sulla quantità in kg di fgas contenuta in un’apparecchiatura ma considera anche il tipo di refrigerante e per questo motivo ora si calcolano le tonnellate di CO2 equivalenti. Questo perché ogni tipo di fgas ha un suo GWP e quindi ha anche una differente pericolosità rispetto all’ambiente, ad esempio l’R410A è più pericoloso rispetto all’R32, per farti un esempio è come se il dietologo ti dicesse che mangiare un kg di nutella e uguale a mangiare un kg di insalata, ovviamente non è assolutamente così perché la nutella è molto più calorica rispetto all’insalata.

Pubblicato da Francesco Bellosi

Tecnico nel settore della termotecnica ed esperto di contenuti digitali

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